Estratto dal volume La figura femminile tra antichità e modernità
La donna nascosta nel Medioevo: Teodolinda, moglie, madre, regina. Reciproche influenze del mondo longobardo e dell’Occidente latino nel campo della cristianità
DOI: 10.53136/97912218248347
Pagine: 151-177
Data di pubblicazione: Luglio 2026
Editore: Aracne
SSD:
M-PED/02 M-STO/02 M-STO/04
Per un intervallo di tempo alquanto esteso, secoli o addirittura millenni, la donna non proferisce parola. La voce della donna sono le norme, i decreti e le inibizioni maschili. Le epigrafi che la ricordano ne decantano le imprese memorabili e a volte eroiche (gesta). La narrazione al femminile, nei limiti del possibile, si mette a confronto con la rappresentazione di un involucro, ovvero, una conchiglia: nel dare ascolto, oltremodo con riflessione, si possono udire [di nascosto], parole, esclamazioni, gemiti, grida, esaltazione delle donne, che nel momento in cui, la voce fuoriesce al sommerso, si rispondono da un’epoca a un’altra. Questo contributo vuole tornare in possesso sia della donna che si maschera negli indici dei volumi e delle opere, sottostante epiteti afferenti a una codificazione più o meno secretata, sia l’azione di primo attore ogniqualvolta è in grado di sorgere, quando riesce a emergere dall’oscurità in cui era stata relegata. A tale riguardo, non esistono esclusivamente donne di natura rilevante, bensì, oltre a ciò all’apparenza insignificanti, non contano solo le grida, il dissenso e la disapprovazione, l’elogio e il panegirico, ma anche la taciturnità, le ombre, le cose non accadute: la storia misteriosa oscura, sottintesa a quella maschile. Teodolinda è l’espressione della donna compiuta: figlia del duca dei Bavari, moglie di Autari e in seconde nozze di Agilulfo re dei longobardi, regina consorte, madre di Adaloardo e reggente il trono, sostenitrice di papa Gregorio Magno.