Nel quarto anno della guerra contro l’Ucraina, diventata inesorabile nelle morti e nelle distruzioni, la diplomazia internazionale dovrebbe orientarsi con maggior convinzione ad assumere, senza sosta, compiute iniziative per una exit strategy risolutiva. La rivista Foreign Affairs ha pubblicato un saggio dal titolo eloquente, «Il prezzo della pace in Ucraina: perché riconoscere un nuovo confine potrebbe servire agli interessi di Kyïv». Gli analisti Peter Slezkine e Joshua Shifrinson, nel solco della ‘scuola realista’ delle relazioni internazionali, suggeriscono che Kyïv dovrebbe accettare un cessate il fuoco lungo l’attuale linea del fronte, persino riconoscendo i nuovi confini de iure come richiede Putin, confidando che il tempo possa un giorno restituire ciò che oggi appare perduto.
È davvero questa la pace che si può offrire a un popolo aggredito? È giusto chiedere a chi ha resistito all’invasione, pagando...