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Contributi di Filologia dell’Italia Mediana

L’italiano di e da Roma
DOI:  10.53136/97912218232264
Pages: 73-90
Publication date: Dicember 2025
Publisher: Aracne
SSD:  L-FIL-LET/12 L-FIL-LET/13
Il contributo prende spunto dal recente Vocabolario del romanesco contemporaneo e tiene conto di varie ricerche, testimonianze ed esperienze degli ultimi anni per mostrare l’ampia diffusione del cosiddetto “italiano di Roma”. Grazie anche alla sua prossimità con la lingua nazionale, l’italiano di Roma diventa facilmente italiano da Roma. Il successo del 90 Pietro Trifone romanesco si collega alla ricerca di espressività che influenza una parte notevole della comunicazione contemporanea, non senza eccessi di crudezza verbale a cui la parlata capitolina ha offerto e continua a offrire un sostanzioso alimento, sulla linea segnata da Belli. I modelli culturali della lingua diffusa da Roma tendono a provenire dai bassifondi di una realtà urbana e suburbana degradata, ma a suo modo suggestiva e visionaria, e perciò dotata di notevole fascino, come mostra il forte richiamo esercitato sulla televisione, sul cinema e sulla letteratura. Al di là dei luoghi comuni e del politicamente scorretto, si percepisce la consapevolezza ironica della nevrosi contemporanea, che la vita nella babelica e tentacolare metropoli esaspera: «ridemo pe’ nun piagne».
Parole chiave: dialetto romanesco, lingua italiana, italiano di Roma.
This contribution draws inspiration from the recent Vocabolario del romanesco contemporaneo (Contemporary Roman Dialect Vocabulary) and takes into account various studies, testimonies and experiences from recent years to demonstrate the widespread use of so-called “Italian of Rome”. Thanks also to its proximity to the national language, the Italian of Rome easily becomes Italian from Rome. The success of Romanesco is linked to the search for expressiveness that influences a significant part of contemporary communication, not without excesses of verbal crudeness to which the Capitoline dialect has offered and continues to offer substantial nourishment, in line with Belli’s approach. The cultural models of the language spread from Rome tend to come from the slums of a degraded urban and suburban reality, but one that is evocative and visionary in its own way, and therefore endowed with considerable charm, as shown by its strong appeal on television, in cinema and in literature. Beyond the clichés and political incorrectness, there is an ironic awareness of contemporary neurosis, which is exacerbated by life in the sprawling, Babel-like metropolis: “ridiamo pe’ nun piagne” (we laugh so we don’t cry).
Keywords: Roman dialect, Italian language, Italian of Rome.
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